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IL CENTRO MARCIA VERSO UNA NUOVA POLITICA
di Sergio Conti
"Un progetto
in cui credere e per il quale lavorare non contro qualcuno, ma per
qualcosa" è questo lo slogan che ha spinto alcune personalità
politiche del mondo moderato tra cui Pierferdinando Casini, Rocco
Buttiglione, e Savino Pezzotta, a creare il comitato per la
Costituente di Centro.
Non si tratta del
ennesimo partito che nasce, ma di un progetto ambizioso che punta a
ridisegnare la geografia politica del nostro paese.
Per questo
l'appello fondativo di questa realtà si rivolge a tutti gli italiani
"Partendo dalla fiducia che, in aprile, due milioni di italiani
hanno già accordato all'Unione di Centro, puntando sulla forza
storica dell'Udc e sull'apporto nuovo di movimenti come la Rosa
Bianca, i Circoli Liberal, i Popolari.
Corrispondendo a quanto annunciato in campagna elettorale, facciamo
appello ad altre forze politiche, sociali e civili perché si
uniscano al nostro percorso. Facciamo appello a tutti coloro che
credono nei valori che hanno generato la civiltà europea e
l'identità cristiana del popolo italiano.
A tutti coloro che credono in una politica che torni a perseguire il
Bene Comune. Proponiamo la Costituente di un nuovo partito: popolare
e liberale. Un partito che metta insieme le idee migliori della
storia nazionale ed europea: il progetto di solidarietà e di
sussidiarietà del popolarismo, l'affermazione delle virtù civiche
repubblicane, dell'umanesimo laico, l'ispirazione cristiana e
liberale fondata sul primato della persona".
Sono oggi in
molti a chiedersi dove andrà questo nuovo soggetto politico, ma la
domanda, tengono a precisare i promotori del appello, è fuori luogo:
"Non intendiamo dar vita a una piccola forza d'interposizione tra
i due soggetti del finto bipartitismo; intendiamo, al contrario,
cominciare insieme il cammino di un soggetto capace di modificare il
sistema politico. Perciò, a chi ci chiede quale sarà la politica di
alleanze di questo nuovo partito, se verso il Pdl o verso il Pd,
rispondiamo che la domanda non è ricevibile: perché dà per
immutabili schieramenti che noi vogliamo invece modificare".
Basta guardare ai due colossi dai piedi d'argilla della politica
italiana, per vedere come siano sconvolti da contraddizioni
insanabili al loro interno: oggi queste contraddizioni, come non era
difficile prevedere, appaiono più visibili nel partito democratico
le cui svariate anime faticano non poco a coesistere; ma domani, si
presenteranno anche nel popolo delle libertà, quando alle roboanti
promesse della campagna elettorale, si dovranno far seguire fatti
concreti.
Questa avventura
parte anche sul nostro territorio e si caratterizza per una apertura
al mondo del volontariato, alle energie del associazionismo e della
società civile, all’entusiasmo delle giovani generazioni di cui la
politica ha oggi estremo bisogno e che non può certo essere
mortificato da una visione solo anagrafica del problema.
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