INTERVISTA AL PREMIO NOBEL PROF. LUC MONTAGNIER - NOSTRO DIRETTORE

 

Trascrizione dell’intervista a Luc Montagnier alla Conferenza Scientifica del Neuromed

Pozzilli, 20 marzo 2014

E’ stato un piacere recarmi al Neuromed in visita ho visto una realtà moderna e ben organizzata.

Dobbiamo soffermarci insieme su un paziente

Con il malato si istaura un dialogo considerando che spesso il malato non può comunicare.

Per quanto riguarda la prevenzione,  le nuove tecnologie che si sviluppano rapidamente possono aiutare la prevenzione e permetterebbero di impedire lo sviluppo delle malattie croniche che costituiscono un problema importante per molte popolazioni, come il cancro, le malattie neurodegenetative. Ci proponiamo di avere test di laboratorio che sono basati contemporaneamente sia sulle tecnologie già in uso sia sulle nuove tecnologie su cui noi lavoriamo da 9 anni che sono basate sulla diffusione di onde elettromagnetiche principalmente dal DNA. Abbiamo trovato il DNA di alcuni batteri e virus, a partire dall’analisi del sangue dei pazienti, che emette onde che si possono misurare, quantificare e che quindi permettono di avviare nuovi ipotesi diagnostiche e terapeutiche. Questa è la base della conferenza di oggi svolta al Neurome.

Ciò può avere conseguenze pratiche  sull’AIDS, su cui credo di essere esperto,  e  anche sull’autismo. Abbiamo dimostrato con  collaborazioni anche con centri italiani che circa nel 80% dei casi ci sono dati fisici e bioligci anormali nel sangue dei bambini autistici e abbiamo sperimentato che  con trattamenti a base di antibiotici possiamo avere risultati efficaci anche per il trattamento di questa patologia. Per l’AIDS speriamo di poter combattere dei fattori concomitanti con il virus e combattendo questi, possiamo combattere anche l’AIDS

A cosa dobbiamo questa visita?

Per la conferenza scientifica e per studiare la possibilità future collaborazioni.

Da cosa è cambiato da quanto ha scoperto il virus dell’AIDS?

La medicina si sviluppa sia  su criteri classici conservativi ma ci sono altri concetti che non sono l’unico a sviluppare. Come il discorso sulle onde elettromagnetiche che purtroppo è mal capito. E’ una mia teoria che si fonda su basi biofisiche. Ci sono test che si conducono che ci aiutano a prevenire le basi irreversibili delle malattie croniche.

Relativamente a queste nuove teorie, dove si spingono le ricerche per trovare nuovi conferme?

Cerchiamo di fare molti centri del mondo e dimostrare che questi centri con sperimentazioni le nostre tesi attraverso tecniche cliniche ed epidemiologiche. La varietà geografica di questi centri può verificare la teoria su diverse popolazioni e avere quindi una varietà epidemiologica.

Saranno necessarie nuove tecnologie per avvalorare la sua tesi?

Si abbiamo bisogno di collaborazioni multidisciplinari che mettono insieme fisici, matematici, biologi.

Pensate che ci sia la possibilità di avere qui un laboratorio diretto da lei?

Si può essere possibile.

Le nuove tecnologie hanno dimostrato che i microrganismi che si trovano nell’intestino sono causa di molte patologie. Noi vogliamo indagare su queste correlazioni e trovare nuovi sistemi di cura per patologie croniche resistenti. Quando fai un trattamento devi sempre distinguere tra i batteri buoni e non buoni e lo devi fare con tecniche precise. Ciascuna persona ha differenti identità sotto questo punto di vista. Fare delle statistiche è complicato perché ogni individuo è diverso da un altro.